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Volo di corvi in un campo di grano – Van Gogh

Volo di corvi in un campo di grano è uno tra gli ultimi capolavori dell’artista Vincent Van Gogh.

Questa tela potrebbe essere analizzata in svariati modi, ma ci baseremo principalmente sull’utilizzo dei colori, una chiave per la comprensione delle opere dell’artista.

Partendo dal cielo, si denota una esplicita confusione d’animo, un cielo sul fondo chiaro ma premuto dal blu carico tendente all’oscuro, il ché rappresenta un presunto turbamento dell’artista, qualcosa che egli teneva dentro, come se l’animo stesso fosse sommerso da questa entità oscura.

La strada, che divide il campo di grano, rappresenta l’inizio di un cammino senza aver nulla all’orizzonte. Questo presunto cammino dell’artista, si deduce dall’assenza di compagni, sarà interpretato in solitaria, un po’ come la vita di Van Gogh.

In visione del termine del cammino, si può dedurre dalla presenza di corvi (ove anch’essi proseguono verso la fine), che ciò che si troverà al termine sarà la morte e quindi la fine di ogni cosa.

L’orizzonte è la perfetta metafora della morte, tenendo conto della natura matrigna, quindi ossessiva e schiacciante!

I corvi infatti, oltre a rappresentare la fine di ogni cosa, rappresentano anche la confusione mentale a tal punto da portar alla follia!

Per quanto possa sembrare che Van Gogh rappresenti la realtà comune, egli dipinse la realtà dei suoi sentimenti, ergo decise di incidere con maniera forte e ben visibile la sua instabilità sentimentale, proprio perché in quel frangente di vita percepiva una forte confusione d’animo che riuscì a trasmettere nei suoi dipinti.