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Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

“Ho avuto ragione, no, Basil, a cercare in una poesia la cosa che amo, e incontrare mia moglie in una commedia di Shakespeare? Le labbra che imparano da Shakespeare a parlare mi hanno sussurrato il loro segreto.

Rosalinda mi ha stretto tra le braccia e ho baciato Giulietta.”

Dorian Gray è un ragazzo di bell’aspetto e affascinante; è proprio per queste sue qualità che l’amico Basil Hallward decide di regalargli un suo ritratto. È, inoltre, a casa del pittore che fa la conoscenza di Lord Henry Wotton, un don Giovanni dagli ideali ben definiti, il quale diventerà nel corso del romanzo l’alter ego del protagonista stesso.

Come è stato già detto, Dorian riceve dall’amico Basil un suo ritratto, ed è grazie ad esso che si rende conto della propria bellezza: guardando il suo dipinto elogia l’età della giovinezza, esprimendo il desiderio di voler rimanere bello e forte per l’eternità. È a questo punto che viene introdotto l’elemento “fantastico”, ma soprattutto fondamentale, del libro: lo scambio dell’anima tra Dorian e il suo ritratto. Si accorge infatti che il dipinto invecchia al posto suo; perciò mentre il quadro mostra la sua reale decadenza fisica e morale, lui rimane sempre lo stesso giovane di bell’aspetto che Hallward raffigurò la prima volta. A questo punto, sicuro della propria immortalità, Dorian Gray si immerge in una vita senza limiti, soddisfacendo tutti i suoi desideri, ancor di più dopo la storia di amore con Sybil, che rappresenta una vicenda molto importante per lo sviluppo del romanzo e del protagonista stesso.

Ma come spesso accade l’eccesso non porta a conseguenze del tutto positive. Mr Gray dovrà affrontante una serie di avvenimenti non molto piacevoli e fare delle scelte che gli cambieranno la vita.

Il ritratto di Dorian Gray non è solo un romanzo; io lo definirei come… un’enciclopedia morale!

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