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Elegia – Aleksandr Puškin

Degli anni folli la sfiorita allegrezza

mi pesa come una torbida ebbrezza.

Ma come il vino è l’amaro del passato

nell’anima: più vecchio, più il sapore è marcato.

Triste è la mia vita: pene e un destino oscuro,

predice il mare tempestoso del futuro.

Amici cari! Non voglio morire,

ma voglio vivere, pensare e soffrire;

lo so che avrò ancora delle contentezze,

tra angustie, affanni e amarezze:

chissà, di un’armonia mi potrei beare,

o di una favola che mi faccia lacrimare,

magari brilli sul tramonto triste mio

l’amor che mi farà il sorriso dell’addio.

Consigliata da: Francesco Tundis

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